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giovedì 12 gennaio 2012

Gli impianti solari termodinamici e i Girasoli


Forse non tutti conoscono cosa sono gli impianti solari termodinamici dal momento che in Italia la produzione di energia elettrica dal sole avviene solamente attraverso le classiche “centrali” di pannelli fotovoltaici ( probabilmente alcuni di voi le avranno viste vicino alle campagne o  dove sono presenti terreni dove è possibile collocare i pannelli).   
Sostanzialmente questo tipo d'impianto riesce a generare temperature molto alte rispetto ai comuni pannelli solari e così c’è la possibilità di accumulare il calore in serbatoi, permettendo la produzione di elettricità anche quando non vi è esposizione ai raggi solari.

Ci sono diverse tipologie di impianti ( ve ne parleremo nei prossimi articoli) tuttavia in questo post vi descriverò un innovazione che è stata studiata per impianti termodinamici come il PS10.

Il PS10 è una centrale termosolare costruita in Spagna, vicino a Siviglia. Il funzionamento non è complicato, ogni specchio riflette la luce in direzione della torre , naturalmente il materiale esterno della torre trasmette calore a un fluido termovettore che scorre al suo interno  (dopo questo c’è uno scambiatore di calore, che genera vapore facendo girare le turbine e poi lo sapete …). 
Fin qua è tutto chiaro e sembra semplice, rimane comunque un problema: lo spazio occupato dalle centrali
Per produrre una quantità di energia soddisfacente la centrale deve essere di dimensioni notevoli e quindi la ricerca oltre a studiare materiali che permettano un miglior rendimento devono anche studiare quale disposizione occupi meno spazio. 

PS10 e PS20
Questa volta la risposta è molto poetica, infatti l’ispirazione viene da un fiore. Credo sia facile immaginare di quale si tratti, il Girasole. La disposizione dei semi sembra la miglior configurazione per i pannelli solari degli impianti solari.


In una foto potete vedere la disposizione attuale delle centrali SP10 e SP20 e nell’altra il confronto tra una disposizione attuale e una più efficiente ricavata dallo studio del girasole.



Fonte Wired


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venerdì 6 gennaio 2012

L'Apple minaccia un’azione legale, tanto per cambiare



L'action figure di Steve Jobs
Ricordate l’articolo in cui vi avevamo parlato dell’action figure di Steve Jobs prodotta da una fabbrica di Hong Kong ( vedi qua)?
Ecco, come era facile immaginare, la Apple ha minacciato un’azione legale sostenendo di possedere i diritti della figura di Steve Jobs oltre a precisare che creare un qualunque oggetto rappresentante in maniera simile il nome della persona, l’aspetto o le sembianze dei sui prodotti  è un reato penale. 

Sembra che le leggi della California                 (  in quest’ambito legislativo ogni stato degli Stati Uniti ha completa autonomia) diano ragione alla Apple , infatti non permettono l’uso non autorizzato delle sembianze, della voce e della firma di persone in vita e fino a 70 anni dalla morte.

Quindi probabilmente l’Apple riuscirà a vincere anche questa volta.
Questa volta non mi trovo d’accordo con la scelta della Apple, dal  punto di vista commerciale sicuramente hanno fatto l’operazione giusta, tuttavia il fatto che in alcune delle nostre case ci fosse una action figure di Jobs sicuramente avrebbe fatto mantenere il ricordo  di una persona che fra 10 o 20 non so se sarà ancora conosciuta.
I bravi attori “continueranno a vivere” nei loro film, gli scrittori nei libri e gli scienziati nelle aule universitarie, i bravi imprenditori, come Jobs, posseggono una grande celebrità solamente da vivi, poi… morto uno se ne fa un altro. Forse è giusto così o forse sarebbe più giusto avere la possibilità di far conoscere alle future generazioni un genio che si è spinto oltre “ai normali doveri del bravo imprenditore”. Questo tuttavia rimane il mio parere.

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Mini iPad ???


O sull’inutilità di un iPad di dimensioni ridotte

Da alcuni mesi si stà discutendo su un’eventuale uscita di un iPad più piccolo, con uno schermo da 7 o 8 pollici e che quindi si collochi nella fascia di mercato ( a mio parere inaugurata inconsapevolmente da Nokia con n700, n800 e n810) che ora è occupata da terminali Htc e Samsung.
Sostanzialmente sono tablet con dimensioni ridotte e che quindi possono considerarsi un ibrido fra uno smartphone e un tablet. 

Tuttora il modello che rappresenta meglio la categoria che andrebbe a occupare questo (small)iPad è il Samsung Note, uno smartphone troppo grosso da tenere comodamente nei jeans e un tablet con uno schermo troppo piccolo per leggere comodamente siti internet e eBook, un po’ come i quad  che non hanno né l’agilità delle moto né la comodità delle autovetture.

Il problema secondo me è proprio questo: la categoria di questi (small)tablet non reca nessun vantaggio all’utente, poiché ogni miglioramento è “compensato” con una perdita di qualcos’altro, rendendolo un prodotto nullo, un ibrido inutile, completo e incompleto al tempo stesso.
 A essere poi sinceri già la creazione dell’iPad era stata vista come inutile, dato che era considerato una via di mezzo fra i netbook e l’iPhone, tuttavia la categoria dei  tablet, di cui l’iPad può essere considerato il padre fondatore, ha avuto un successo inaspettato poiché la gente si accorse che i netbook erano solamente dei notebook meno potenti venduti a prezzi alti rispetto all’hardware che possedevano e che i tablet avevano una maggiore comodità, non avendo tastiera fisica.
Ragionandoci sopra è evidente che questa nuova categoria è proprio un mostro dell’evoluzione tecnologica infatti i tablet sono un ibrido fra netbook e smartphone e gli (small)tablet fra i tablet e gli smartphone, una cosa che se succedesse fra umani causerebbe al signor smartphone gravi problemi legali.

Lasciando da parte gli scherzi, rimango convinto che questa fascia non sia destinata a crescere o comunque non può farlo finché ci sarà ancora la scelta fra tablet o smartphone, infatti se in un futuro prossimo le ridotte dimensioni degli smartphone non saranno più un fattore decisivo allora si potrà assistere al declino di questi a favore degli (small)tablet, ma trovo difficile che avvenga.

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mercoledì 4 gennaio 2012

Joystick retrò per Xbox


Oggi vi proponiamo quest’ottima guida per costruire un Joystick retrò per Xbox.
Suppongo che la maggior parte di voi non lo realizzeranno mai, chi per mancanza di manualità o chi per mancanza di tempo, tuttavia trovo veramente interessante vedere l’ingegno di certe persone.


Qua potete trovare tutti i passaggi x2Jiggy.com (il sito dell’inventore).




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Vignetta 2


Piccola vignetta, il disegno non è dei migliori tuttavia è bello immaginarsi la surreale scena in cui i neutrini non possono più pagarsi la benzina per passare dal tunnel ( quello famoso hehe), causando tra l'altro panico fra gli scienziati... dopo infatti aver scoperto neutrini che vanno più veloce della luce, ora si scoprono neutrini che arrivano al Gran Sasso in 5 giorni di autostop...

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