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mercoledì 2 novembre 2011

Gta V ecco il trailer


A questo indirizzo potete vedere il trailer del nuovo videogioco della Rockstar.
Dopo averlo visionato possiamo vedere se ciò che avevamo ipotizzato si è avverato ( per vedere il video post cliccate qua) :

  • Il personaggio non sembra essere un poliziotto, quindi in questo avevamo ragione.
  • È possibile notare come il protagonista sia vestito elegantemente ciò aumenta la probabilità che ciò che avevamo detto sia vero: “ … ciò può voler dire che il prossimo protagonista potrebbe avere a che fare con qualcosa di governativo dove girano molti soldi, magari invece di essere un poveraccio che cerca di arricchirsi questa volta dovrà salvarsi da frodi che ha fatto nei confronti delle banche e del governo …”.
  • L’unica cosa che abbiamo sbagliato è stato il periodo dell’ambientazione, infatti pensavamo che sarebbe stato ambientato in un epoca precedente alla nostra. Ricordiamo comunque che tutto ciò l’avevamo dedotto dai piccoli particolari della scritta V, quindi direi che il risultato è stato ottimo.
  • Ora passiamo all’ambientazione, nel trailer è possibile riconoscere Los Santos, tuttavia non è ancora possibile sapere se i luoghi saranno gli stessi di Sant Andreas, ma lo dubito al massimo potrebbero essere inclusi alcuni dei più famosi, come Las Venturas e altri luoghi celebri.  Come è possibile vedere a metà del video, un aereo sparge del defogliante sui campi e quindi probabilmente ci sarà la possibilità di guidare jet, biplani ecc …
Riguardo alla data d’uscita non si sa niente, speriamo che sia prima delle festività natalizie, ma ne dubito.


State connessi, state felici!!!

Le ultime parole di Steve


La sorella biologica di Steve Jobs, Mona Simpson, ha dichiarato che le ultime parole del fratello sarebbero state: “Oh Wow, oh wow, oh wow”.


I due fratelli erano stati separati dai genitori, infatti Mona visse con loro invece Steve, il primogenito, appena nato fu affidato in adozione a una famiglia che abitava a Mountain View in California.
Credo poi che sappiate tutti la sua biografia, investii i soldi per il college nel progetto con l’amico Wozniak e poi i grandi successi. 

Rincontrò la sorella solo nel 1986, quando sia lui che Mona si erano affidati a delle agenzie investigative per sapere le origini della loro famiglia. Lei, scrittrice e professoressa, si stupì molto quando gli arrivò la telefonata che le diceva che suo fratello era uno degli uomini più potenti e ricchi d’America. I due dopo il primo incontro andarono molto d’accordo, instaurando una stretta amicizia fra fratelli.

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"THE HUNTER" E L'HEAVY METAL DEI MASTODON

E' uscito il 27 settembre il quinto capitolo della discografia dei Mastodon: la band, formatasi ad Atlanta nel 2000, è cresciuta passo passo nel mondo dell' heavy metal arrivando a insidiare, come popolarità, i mostri sacri Metallica, Slayer, Anthrax e Megadeth. Successo meritato, frutto di uno stile musicale e compositivo che si rinnova e che è capace di modellarsi su generi diversi.

The Hunter è un cd roccioso, immediato: la durata media delle canzoni è di meno di quattro minuti, non c'è più la fortissima componente progressive di "Crack the skye", ma si parla praticamente soltanto di heavy e trash metal. E' il secondo non concept dopo "Remission", è il primo album che non contiene rimandi a elementi classici ed è un cd che si stacca nettamente da "Crack the skye": è un ritorno alle orgini, molto più simile a "Blood Mountain" o a "Leviathan" che al capolavoro del 2009. Per me è in qualche modo anche un'inversione stilistica: "Crack the skye", che considero uno dei migliori album degli ultimi anni in assoluto, aveva una raffinatezza di suoni e di arrangiamenti che non si ritrovano assolutamente in "The Hunter".
Per i detrattori dell'album precedente (che sono però davvero pochi), "The Hunter" rappresenterà un ritorno alle origini.
Il cd si apre con tre pezzi veloci, massici: "Black tongue" e "Curl of the blur" (i due singoli) e per finire "Blasteroid", la canzone più breve e più incalzante dell'album, nonchè una delle meglio riuscite, con riff tecnici e veloci e la giusta cattiveria. Anche i precedenti due brani sono di ottima fattura e di stampo decisamente heavy metal. L'ascolto si disperde un pò con "Stargasm", che in alcuni punti sembra riprendere il sound di "Crack the skye", senza però riuscire a svilupparlo adeguatamente: il risultato sono quattro minuti e quaranta che non sembrano arrivare da nessuna parte. In "Octopus has no friend" si riprende il discorso interrotto con "Blasteroid", anche se il pezzo ha momenti più leggeri, e nel complesso è meno trascinante dei tre iniziali. I due brani che seguono costituiscono la parte migliore dell'album: prima "All the lifting shadows", con un inizio molto veloce e uno sviluppo vario, interessante e tecnicamente di gran livello; poi la title-track "The hunter", il pezzo più progressive dell'album, con atmosfere nebbiose e mistiche che culminano nell'assolo che si sovrappone al cantato nel finale. E' anche il secondo brano più lungo.
"Dry bone valley" è un altro tipico pezzo heavy metal, che comincia a stuccare se ascoltato dopo tutti gli altri. Molto più interessante è "Thickening", che si apre con un' introduzione strumentale e cambia poi improvvisamente ritmo quando inizia il cantato: nella sua interezza è mutevole, imprevedibile e affascinante. Con "Creature lives" (che sembra tanto avere una citazione della risata di "Dark side of the moon" dei Pink Floyd) si ha la sorpresa di Brenn Dailor che canta per l'intera durata della canzone: l'andamento è ballabile ma a tratti noioso. Cattiva e godibile è "Spectrelight", scritta col leader dei Neurosis Scott Kelly: tre minuti di trash metal che a tratti ricorda addirittura gli Slayer. "Bedazzled fingernails" ha andamento saltellante e nonostante la brevità non è immediata come potrebbe. L'album si chiude con "The sparrow", che è il brano più lungo e che si pone sulla stessa linea di "The hunter", atmosfere nella prima parte mistiche che poi diventano più aggressive sfociando nell'assolo e poi ritornano cupe nel finale. Ben fatto.

Che dire, all'ascolto mi è sembrato che in "The hunter" ci potesse stare qualcosa di più, forse quello stile sperimentale dei lavoro precedenti o forse quella canzone che in particolare colpisce più di altre. E' sicuramente un bel lavoro, ma le strutture delle canzoni mi sono parse a volte ripetitive e assomiglianti a sè stesse. Rispetto a "Crack the skye" lo considero, come detto, un gradino sotto e con alcune idee in meno.
Voto: 7

martedì 1 novembre 2011

How I Met Your Mother, ha saltato lo squalo??


Sicuramente molti di voi si chiederanno cosa vuol dire saltare lo squalo. Il termine, traduzione Italiana di jumping the shark, fu coniato dopo il calo di ascolti che ebbe la celebre serie televisiva Happy Days a partire dalla quinta stagione, quando nell’episodio( in Italia diviso in tre parti) “Fonzie il nuovo James Dean?” il mitico Arthur Fonzarelli saltò uno squalo con gli sci nautici. Quindi saltare lo squalo assume due significati: il primo come già detto è il calo degli ascolti e il secondo è quello di fare cose stravaganti per cercare di aumentarli, non notando che si rischia di far cadere nella demenzialità il programma. 
 

Così sta accadendo per How I Met Your Mother  che nell’ultima stagione, non ancora doppiata ma si trova con i sottotitoli in Italiano, dove le battute stanno diventando sempre più aride e aumentano le scene demenziali di scarso gusto comico. Già dalla stagione precedente si erano intraviste segni di con scenette interpretate dai protagonisti che non centravano nulla con la storia principale come balletti o altre cose non tipiche della serie. 

Nell’ultima stagione però è evidente questo vano tentativo di rianimazione: è stato introdotto un nuovo personaggio Kal Penn ( ha recitato anche in Dr. House, come assistente di Gregory House) che non è inserito fra i protagonisti, ma molto probabilmente rimarrà nel cast principale ancora per un po’, Barney dopo una scommessa persa con Marshall è costretto a portare per tutta la stagione una camicia con paperelle gialle a sfondo blu e infine nell’episodio uscito pochi giorni fa tutti i protagonisti avevano delle visioni per cui i fidanzati/e li vedevano con le facce dei loro genitori, rendendo abbastanza disgustosa la puntata.

Sicuramente in questa maniera non riusciranno a riavere molti ascolti e non mi stupirei se il prossimo anno annunciassero l’ultima stagione, infatti se da una parte serie tv come Dr. House e The Big Bang Theory hanno ancora molto da dire e da far vedere, dall’altra How I Met Your Mother  ha fatto il suo tempo, anche perché al contrario delle altre due che sono potenzialmente infinite, quest’ultima ha obbligatoriamente una fine, ovvero quando finalmente sarà mostrata la mamma dei due bambini.


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I Cinesi nello Spazio


All’alba è stato lanciata dal deserto del Gobi la navetta cinese Shenzhou VIII, sospinta da un razzo. La particolarità è che questa navetta non ha equipaggio, ma è comandata solamente da terra. Entro due giorni si dovrebbe unire con modulo Tiangong 1, che era già in orbita dal 29 settembre.


L’unione darà l’inizio alla costruzione della prima stazione spaziale Cinese, che dovrebbe essere terminata entro il 2020. Questi primi lanci, non hanno niente di innovativo rispetto a quelli fatti dagli Stati Uniti e dalla Russia tuttavia servono a dimostrare la potenza Cinese che ora, per fare degli studi sull’universo, non deve più appoggiarsi a strumentazioni straniere ma sfruttare quelle che ha mandato in orbita.  Proprio per questo motivo sono in preparazioni altri due lanci nel 2012, che andranno a completare questa prima fase di costruzione della stazione spaziale Cinese.

Potrebbe sembrare una sfida verso gli Usa, che per qualche anno non faranno più spedizioni spaziali, dal momento che stanno progettando una navetta migliore dello Shuttle, e verso la Russia, che non è riuscita a stare al passo dell’avanzamento della tecnologia spaziale.

Chissà forse è uno dei tanti segni che presagiscono la caduta degli Stati Uniti come potenza, in favore della Cina?

È ancora presto per dirlo, però quando uno stato comincia a investire molti fondi sui proggetti spaziali, vuol dire che si trova in una buona condizione economica.


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