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sabato 29 dicembre 2012

Scialla!



Dopo alcuni mesi di silenzio, torno anch'io a scrivere su Omnium Blog.
Questa sera lo faccio per Scialla, un film che, secondo me, non in molti hanno visto. Mentre invece meriterebbe, eccome. Un film di quelli capaci di farti riflettere, emozionare e divertire negli stessi 90 minuti.
Scialla è uscito a Novembre del 2011. È il film d'esordio alla regia di Francesco Bruni, storico sceneggiatore dei film di Paolo Virzì. Prende il nome da un termine del gergo giovanile che significa "tranquillo", "sereno", e che contiene già lo spirito del film. Un giallo di marmellata alle arance, di luce liquida nella nebbia del mattino.


La storia ruota intorno a due personaggi, un padre e un figlio, che hanno vissuto per quindic'anni in due realtà separate (anche fisicamente, non sapendo l'uno dell'esistenza dell'altro). Ma non starò a raccontarvela per filo e per segno, per quello ci sono già wikipedia e tante altre recensioni del film.
Per capire di cosa si sta parlando vi basta conoscere la formula bruta della storia. Come avrete intuito, dopo questi quindic'anni succede qualcosa per cui i loro mondi si incontrano. Niente di incredibile, raffreddate gli animi: Luca ha bisogno di ripetizioni, il padre è un ex professore ritiratosi che dà lezioni, così la madre decide di farli conoscere. Fin da subito si intuisce una certa affinità tra i due, ma la vera svolta nel loro rapporto avviene una volta partita la madre, quando Luca si trasferisce dal padre. L'improvvisa vicinanza mette a nudo profonde differenze, a partire da quelle linguistiche, ma anche inaspettate somiglianze (scena del cetriolo), e genera in entrambi un necessario e radicale cambiamento. 

Cosa c'è intorno a questa storia, vergognosamente ridotta all'osso da me? C'è un vestito altrettanto semplice, ma intessuto attentamente con i pochi fili della quotidianità, cioè il culto delle piccole cose ma vere, e dell'umorismo. C'è un'idea ben precisa di fondo e la voglia, l'energia necessaria per trasmetterla.
Alla fine temi non facili da affrontare (come la relazione tra genitore e figlio, la scuola, l'adolescenza) vanno giù fluidamente, come un piatto di spaghetti alla carbonara, sugosi e cotti al punto giusto.
Forse perchè c'è un'idea generale che permea tutto il film e che permette allo spettatore (potenzialmente davvero di ogni sesso, età, estrazione sociale, interessi ecc) di andare oltre il singolo tema trattato, e di sentirsi coinvolto. Comunque lo si veda, è un messaggio positivo che arrriva. Che ti dice: "Scialla fratello!". E ogni tanto è importante ricordarselo, più di quanto non si pensi.


giovanni






  


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