
Ecco link, commento e parti significative dell'articolo:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/emilia-le-mani-della-mafia/2171907
L'articolo di Abbate si presta bene a introdurre l'approfondimento sulla mafia nel nord Italia che vorremmo iniziare. Infatti il giornalista di Espresso si fa lo scrupolo di affrontare la questione del riconoscimento della presenza mafiosa in Emilia, prima di iniziare a sfornare dati e nomi di inchieste in corso e archiviate: "Eppure tantissimi negano l'evidenza o la minimizzano: 'La mafia qui non esiste' è uno slogan ripetuto soprattutto da politici e imprenditori, ma che nasce anche da una cultura dell'onestà che non riesce ad accettare il contagio criminale. C'è chi non vuole vedere, per interesse o calcolo. Ma tanti non riescono ad aprire gli occhi, con casi clamorosi di prefetti che ignorano la realtà e persino di magistrati che respingono nelle sentenze l'ipotesi di un radicamento mafioso in questa terra. Una miopia che regala ai boss l'habitat perfetto per alzare il tiro."
Come conferma l'estratto seguente, l'atteggiamento generale finora dimostrato dagli imprenditori emiliani (il 5% per lo meno dei quali paga il pizzo, fonte Sos-Impresa Confesercenti riportata dal dossier "Mafia in Emilia" del corso "Mafie e antimafie" coordinato da Gaetano Alessi, che verrà pubblicato a breve su questo blog) è omertuoso, probabilmente atto a tenere pulito il nome del territorio "E' quasi paradossale notare come la denuncia più importante sia venuta da due imprenditori campani trapiantati nel Modenese: hanno fatto arrestare il nucleo locale dei casalesi, incluso il padre del grande capo Zagaria. Peccato che gli emiliani sembrino non aver gradito."
Chiaramente l'atteggiamento sin qui mostrato da imprenditori e dalle altre persone che hanno taciuto è il più sbagliato che si possa prendere, perchè costituisce un "avanti prego" al nuovo arrivato e rende difficili le indagini di coloro che veramente dovrebbero lavorare per noi e darci protezione.
La mafia a cui si riferisce è quella siciliana, napoletana, e calabrese, come si capisce quando dice: "Così nella nebbia padana hanno creato una zona grigia dove si incontrano professionisti bolognesi e capi siciliani, politici parmensi e padrini casalesi, medici romagnoli e killer calabresi, imprenditori modenesi e sicari campani: uniti per corrompere, riciclare, investire, costruire. "
Corrompere, riciclare, investire, costruire.
Il resto dell'articolo è discreto, anche se manca di descrivere l'infiltrazione mafiosa nel settore edilizio, le bische clandestine e il gioco d'azzardo, il business della droga, e i fatti di sangue di matrice mafiosa. Inoltre manca, a mio avviso, una più netta distinzione fra le tre diverse mafie che hanno influenza in Emilia, ma è chiaro che non si può pretendere troppo da un articolo di così poche pagine.
Invito comunque tutti a leggere l'articolo, perchè scorre via in fretta e fornisce un'infarinatura niente male sull'argomento.
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