![]() |
| Il numero "incriminato" |
Già dal titolo si può intuire la nota polemica che caratterizza l’intero articolo: “A NOI SCHETTINO, A VOI AUSCHWITZ” con un riferimento poco rispettoso al noto campo di concentramento durante il giorno della memoria.
Qua vi presentiamo una parte dell’articolo :
“Che i tedeschi siano una razza superiore lo abbiamo già letto nei discorsi di Hitler. Ricordarlo proprio oggi, giorno della memoria dell’Olocausto, quantomeno è di cattivo gusto. È vero, noi italiani alla Schettino abbiamo sulla coscienza una trentina di passeggeri della nave, quelli della razza di Jan Fleischauer (autore dell’articolo) di passeggeri ne hanno ammazzati sei milioni. Erano gli ebrei trasportati via treno fino ai campi di sterminio. E nessuno della razza superiore tedesca ha tentato di salvarne uno. A differenza nostra, che di passeggeri ne abbiamo salvati 4.200 e di ebrei, all’epoca della sciagurate leggi razziali, centinaia di migliaia. Era italiano anche Giorgio Perlasca, fascista convinto, che rischiò la vita per salvare da solo oltre 5mila ebrei. È vero, noi italiani siamo fatti un po’ così, propensi a non rispettare le leggi, sia quelle della navigazione che quelle razziali. I tedeschi invece sono più bravi. Li abbiamo visti all’opera nelle nostre città obbedire agli ordini di sparare su donne e bambini, spesso alla schiena. Per la loro bravura e superiorità hanno fatto scoppiare due guerre mondiali che per due volte hanno distrutto l’Europa.”
Possiamo affermare che l’autore dell’articolo ha fatto uso di una nota fallacia logica chiamata ironicamente Reductio ad Hitlerum e più correttamente legge di Godwin :
“Più si prolunga una discussione su Usenet più la probabilità di trovare un confronto con i nazisti o con Hitler si avvicina a 1”.
Solitamente questa legge si applica fra i commenti di un post o video, tuttavia si può trovare direttamente negli articoli, come in questo caso, anche perché essa è una particolarità di una fallacia logica conosciuta fin dai tempi di Aristotele chiamata Affermazione del conseguente:
Se A allora B
B allora A
In questo caso può essere formulato se Hitler ha fatto B ( l’argomento del discorso), accade B allora esso è fatto da Hitler e quindi è sicuramente una cosa malvagia.
Nel articolo del Giornale la fallacia è usata come risposta a un’altra accusa, invece di cercare di confutare essa con argomentazioni inerenti all’argomento, fa uso di un paragone con Hitler e lo sterminio degli Ebrei per dire che i Tedeschi non possono permettersi di criticarci. Tuttavia questo ragionamento non ha alcun senso, poiché loro potrebbero rispondere allo stesso modo facendo riferimento ai morti per le crociate nel medioevo o per i “giochi” al tempo dei Romani. In questo modo non viene data importanza al singolo concetto ma al passato di colui che lo espone, rendendo vana qualsiasi affermazione.
Tuttavia le colpe del Giornale sono attenuate dal fatto che questa fallacia, in Italia, viene applicata anche in campi più concreti: chi dice o crea cose innovative non viene giudicato dall’idea proposta ma da ciò che la persona è, in questo modo vediamo brillanti scienziati od informatici che non possono sperare in una carriera dal momento che non sono imparentati con personaggi di spicco.
E finché non ci impegneremo per fare in modo che le cose cambino, allora forse dovremmo in parte ammettere di essere un po’ tutti codardi come Schettino.
State connessi, state felici!!!

Nessun commento:
Posta un commento