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martedì 28 febbraio 2012

MINISTRO CANCELLIERI TORNA A PARLARE DI MAFIA: oltre due miliardi e mezzo di euro dal 2009 a oggi fra sequestri e confische

Annamaria Cancellieri, attuale ministro dell'interno, è intervenuta oggi durante un'incontro davanti alla commisione parlamentare antimafia. Il suo intervento riguardava il fenomeno delle infiltrazioni mafiose al nord, argomento di cui ci stiamo largamente occupando nel blog. Il punto intorno a cui il ministro è tornato spesso, è il fatto che gli affari mafiosi al nord (e in particolar modo dell'ndrangheta) non sono solo modi per riclare il denaro sporco, ma qualcosa di più: essi riflettono infatti le "mire espansionistiche", come le ha definite, "e l’intento di accreditarsi come interlocutore autorevole e imprescindibile della società civile e delle istituzioni".
Ma parte più significativa del discorso è stata forse quella riguardante i dati nudi e crudi: dal 2009 a oggi, confiscati 5974 beni alla criminalità organizzata nel nord, 3000 dei quali, la metà dunque, riguardanti la regione Lombardia. Beni che hanno portato nelle casse dello stato circa 1 miliardo e mezzo di euro. Per quanto riguarda le confische, ne sono state fatte, sempre dal 2009 a oggi, 1606 (per oltre un miliardo di euro) con picchi in Lombardia, Piemonte, e Liguria (dove poche settimane fa è stato sciolto per mafia il comune di Ventimiglia).
Come ha prontamente replicato Saviano, per radio (Capital), è già un bel passo in avanti che si sia ritornati a parlare di mafia...ora ci aspettiamo un decreto che vada a combattere i capitali mafiosi, così come si sta facendo per evasione fiscale e privilegi. Come già lo scrittore aveva detto recentemente, questa è la via che deve prendere l'antimafia: non dare la caccia soltanto ai singoli uomini di mafia, ma strappargli via tutto il denaro che si riesce. In fondo è stato detto e ridetto ma mai smentito che la prima economia del paese, in ordine di fatturato, è quella criminale; e allora cosa sono 2 miliardi e mezzo? riuscirà questo governo tecnico e "protettore della necessità" a rompere quei legami con lo stato che hanno permesso alla mafia di essere dov'è?

lunedì 27 febbraio 2012

Adobe Photoshop per iPad


Oggi è uscita ufficialmente la nuova applicazione di Adobe per il famoso Tablet.
L’applicazione possiede tutte le funzioni di base del programma Photoshop e si presenta come una dei migliori applicazioni per il ritocco o creazioni di immagini. Sarà possibile condividere le “opere” direttamente su Facebook e su altri siti.
Ricordiamo, tuttavia, che per ora il programma è sopportato solamente da iPad 2 con iOs 5, per questo motivo io non ho ancora avuto la possibilità di provarlo spero che presto riescano a far funzionare il programma anche sul primo. Vedremo…

domenica 26 febbraio 2012

Verona, bocciata mozione anti-infiltrazione mafiosa

Pubblichiamo un estratto dell'articolo di Benny Calasanzio, dal numero de Il fatto Quotidiano di sabato 25 febbraio 2012 ( l'articolo intero lo trovate qui: http://http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/25/verona-lega-pdl-respingono-documento-anti-infiltrazioni-sulle-opere-pubbliche/193781/).

Il tema è quello della lotta all' "infiltrazione" mafiosa nell'economia del nord, in questo caso nelle grandi opere pubbliche. Quelle grandi opere pubbliche, come l'alta velocità, le strutture per i grandi eventi sportivi, i giganteschi centri commerciali, i collegamenti stradali, gli aereoporti e le metropolitane, che non raramente sono stati oggetto dei più sentiti interessi mafiosi. Per citare Roberto Saviano, " Il potere dei clan rimaneva il potere del cemento. Era sui cantieri che sentivo fisicamente, nelle budella, tutta la loro potenza."

Martedì scorso, a Verona, è stata bocciata da lega e pdl una richiesta di maggiori controlli antimafia sui prossimi lavori in provincia. Prima di lasciare adito a commenti, vi lascio al testo dell'articolo del Fatto :
" 'Non serve'. Niente mozione antimafia alla Provincia di Verona: semplicemente “non serve”. La Lega Nord e il Popolo della Libertà hanno infatti bocciato martedì scorso il documento “anti-infiltrazioni” presentato da Diego Zardini, capogruppo del Partito democratico in Consiglio provinciale. La mozione, votata in modo compatto da Italia dei Valori, Udc e Sel-Fds, chiedeva di inserire alcune grosse opere pubbliche in cantiere tra quelle regolate dalla legge Obiettivo e quindi renderle soggette ai rigorosi controlli antimafia. Una richiesta quasi “scontata” se si pensa che nei prossimi anni verranno realizzati in provincia di Verona opere imponenti come il gigantesco Motor City, tra Trevenzuolo e Vigasio, centri commerciali (sempre a Vigasio), grossi impianti di logistica e agroalimentari, collegamenti stradali e autostradali e addirittura un ippodromo in zona Verona Sud; tutti lavori che, inevitabilmente, attireranno gli appetiti delle mafie, anche in virtù dei blandi controlli previsti per questo genere di lavori. "

Ora, dire che non c'è bisogno di controlli antimafia in Veneto, significa anche ritenere che la mafia in Veneto non c'è o è tanto esigua da poter essere trascurata. A questo proposito, l'articolo di Calasanzio ricorda un episodio fortemente in odore di mafia e accaduto nella stessa provincia veronese nel 2009. Si tratta della costruzione dell'ecocentro di Garda, affidata al Consorzio Primavera, sospesa per pericolo di infiltrazioni mafiose e costata circa un milione di euro ai cittadini.
Segue la sezione interessata dell'articolo e il link di un'analisi più approfondita sulla faccenda tratta blog "Cado in piedi" (http://www.cadoinpiedi.it/2012/01/31/ndrangheta_allassalto_del_veronese.html)

"Bisogna ricordare che solo nel 2009 l’ecocentro di Garda fu realizzato dal Consorzio Primavera, gruppo di aziende emiliane gestite da calabresi con problemi giudiziari e parentele ingombranti, che l’anno dopo fu escluso dagli appalti pubblici per infiltrazioni mafiose e perse la certificazione antimafia: il clan in questione era il Grande Aracri di Cutro."

Come se non bastasse la 'ndrangheta, recentemente si è parlato anche di infiltrazioni della mafia serba in Veneto, soprattutto nell'area di Vicenza, nel controllo dello spaccio e nei settori di edilizia e ristorazione. A tal proposito rimando all'articolo del sito
www.narcomafie.it chiamato:"Nordest, allarme mafia serba".

Svelata la prima, speriamo ingenua, bugia, non resta che commentare. E' chiaro che se veramente si vuole combattere la criminaltà organizzata, questa non è la via. Fare come è successo a Verona, aldilà di possibili ragioni politiche che possono esserci state, significa spararsi sui piedi e offrire un lasciapassare alla mafia e all'illegalità in generale.

venerdì 24 febbraio 2012

Un modello di fabbrica differente

In questi ultimi mesi stiamo assistendo a molti cambiamenti nel mondo del lavoro: il governo vuole modificare l’articolo 18, sempre più fabbriche lasciano a casa i proprio operai e la Fiat di Marchionne si prende sempre più libertà. In un Italia dove, attualmente, la prerogativa è avere un lavoro, la qualità di quest’ultimo passa in secondo piano.

Sembra lontana quell’Italia in cui c’era una fabbrica che aveva metodi produttivi che andavano contro a tutti gli aspetti tipici del capitalismo moderno. Un’azienda in cui gli operai avevano orari liberi e potevano accedere a biblioteche e sale ove svagarsi tutte interne alla fabbrica.

Nei video potete vedere chiaramente come l’Olivetti forniva servizi  che ancora oggi sembrano impensabili, asilo per i figli dei dipendenti, ore ridotte e molte altri.
Tuttavia anche i bei sogni finiscono e oggi questa azienda non possiede più gli standard di un tempo.
Godetevi i video di un servizio della “Storia siamo noi”.


martedì 21 febbraio 2012

Che succede in Emilia Romagna?

In questi giorni le tematiche di corruzione e giustizia hanno occupato le prime pagine di grandi giornali e sono state oggetto di molti programmi televisivi ( “da che tempo che fa” a “gli intoccabili” di la7 a “presa diretta”), mentre a livello locale hanno ricevuto poca attenzione gli appelli di numerosi operatori di giustizia, politici, assessori e giornalisti che hanno denunciato la gravità della situazione qui in regione. Occorre fare il punto della "situazione mafiosa" in Emilia Romagna, tema di cui ci siamo già occupati in precedenza nel nostro blog .
Come lo ha definito il procuratore generale di Bologna Emilio Le Donne, il clima è un po' quello della cosiddetta "pax mafiosa", in cui, parafrasando le parole del procuratore, "le istituzioni locali economiche pensano che il pericolo mafia non sia all'ordine del giorno, mentre la criminalità organizzata ha chiesto perfino fondi pubblici alla Regione per le sue imprese". (dall'articolo "pax mafiosa in regione" de il Fatto Quotidiano).
Mentre si potrebbe citarne molti altri, scelgo di soffermarmi sull’ultimo appello: quello del pm di Modena Lucia Musti “prestato” all’antimafia di Bologna, e recentemente al centro dell’attenzione per le rivelazioni di un pentito, secondo cui il clan dei Casalesi l’avrebbe fatta pedinare. La probabile assegnazione di una scorta sarebbe la quarta nel giro di pochi mesi tra i magistrati emiliani.
Il motivo per cui la commissione antimafia di Bologna si trova a dover farsi prestare pm è dovuto al fatto che a Bologna (e in tutta l’Emilia Romagna) non c’è ancora una sede della Dia (direzione investigativa antimafia, la cui sede più vicina è a Firenze). A dicembre, la Cancellieri, ex sindaco di Bologna e attuale ministro degli interni, aveva promesso come regalo natalizio che, per Aprile, avrebbe fatto istituire un’articolazione autonoma della Dia di Firenze per il capoluogo emiliano. A poco più di un mese non si conosce con esattezza né chi ne sarà a capo né dove
sarà collocata. Rimando comunque all’articolo del Fatto Quotidiano di ieri per ulteriori informazioni (ecco il link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/20/emilia-romagna-terra-nuova-mafia-esiste-ancora-sede/192531/?).
E’ di pochi giorni fa anche lo scandalo delle tessere degli iscritti al centro Pdl di Modena, dove il numero degli iscritti si è gonfiato nel giro di pochi giorni di migliaia di iscritti (5800 ora). La denuncia fatta ad Angelino Alfano da Isabella Bertolini, coordinatrice provinciale pdl che ha accusato il clan camorristico dei casalesi di aver truccato quelle tessere, vista anche la percentuale troppo alta di iscritti di origine casertana, ha scatenato stravaganti reazioni. Infatti l'affermazione ha fatto immediatamente scattare l' accusa di razzismo di Giovanardi e di “ballismo” da parte di Berselli, e ha coinciso con l'originale provvedimento preso da Alfano: l'invio dell’onorevole Verdini in città per capire cos'è successo nella sede Pdl di Modena. L'ho definito un provvedimento originale per via della scelta di Alfano: per chi non lo sapesse, Verdini è un politico pluri-indagato, coinvolto, tra gli altri, nello scandalo P3, nel caso Papa, e nell’inchiesta su corruzione e appalti truccati in Sardegna, in vista del G8 che poi non si è mai tenuto. Se verrà aperta un’indagine e sarà provato l’intervento mafioso, questa vicenda sarà solo un’altra conferma della presenza della mafia in regione, e in particolare del clan dei Casalesi nel territorio di Modena e provincia che Giovanni Tizian ha denunciato nel suo libro "Gotica".
Accanto all'ulteriore sfiducia verso la politica che questo scandalo mi suggerisce (tengo a sottolineare il fatto che l'accaduto è stato riscontrato in simili termini anche in numerose altre città, e che questo è solo uno degli ultimi scandali, basti pensare al caso Lusi o al caso Tedesco), devo scrivere di una sensazione opposta, di coinvolgimento e di speranza, che invece mi arriva da quei programmi televisivi di cui parlavo inizialmente, per esempio. Sarà il dovuto spazio che finalmente si sta iniziando a dare a temi importanti come la giustizia, o forse la consapevolezza di essere tutti nel mezzo di una crisi, sarà la novità o la trasparenza di un governo tecnico, ma mi sembra che l'Italia sia un paese un po' più unito e civile ultimamente. Allo stesso modo l'antimafia sta facendo qualche piccolo passo in avanti, basta pensare alle iniziative in corso (per esempio lo spettacolo degli scout di Vignola sostenuti da G.Alessi del prossimo venerdi 24/02 alla tenda di Modena) o al libro presentato oggi dal procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso “Soldi sporchi” a Bologna. Per fortuna anche questo sta succedendo in Emilia!
Ecco alcuni link che consiglio se l'argomento vi ha interessato:
http://www.youtube.com/watch?v=91q4VFRuLjw - intervista a Gaetano Saffioti (testimone di giustizia)
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