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lunedì 6 febbraio 2012

CONTADOR SQUALIFICATO DUE ANNI

Per la nostra piccola pagina dedicata allo sport, una notizia che ha scosso il mondo del ciclismo.
Alberto Contador, cosiderato univocamente il più forte ciclista al mondo, nonchè uno degli sportivi più famosi in circolazione, è stato squalificato per due anni per utilizzo di sostanze dopanti.
La piccolissima quantità di clombuterolo presente nelle urine del ciclista (0,00000000005) è bastata al Tas per confermare quelle che erano le previsioni possibili per il campione spagnolo: squalifica di due anni, revoca del titolo di vincitore del Tour de France nel 2010 e del Giro d'Italia nel 2011. Questi andranno rispettivamente al lussemburghese Andy Shleck e a Michele Scarponi. La "fortuna", per il ciclista, è che la squalifica sia retroattiva, e cioè parte dal momento in cui fu ritrovato il clombuterolo nelle urine di Contador (21 luglio 2010) e arriva al 6 agosto di quest'anno. Contador dovrà dunque rinunciare al Tour de France a cui aveva deciso di partecipare (che partirà il 30 giugno) e alle Olimpiadi di Londra. Al Giro d'Italia aveva già deciso di non partecipare in precedenza.

mercoledì 1 febbraio 2012

SUTIL ATTACCA HAMILTON: "CODARDO"

I motori e i riflettori della Formula 1 sono spenti ormai da un pò. Ma nel giorno della presentazione della nuova McLaren per la prossima stagione, a tener banco è la vicenda giudiziaria che riguarda l'ex pilota della Force India, ora appiedato, Adrian Sutil. Il tedesco è stato condannato dal tribunale di Monaco a 18 mesi di reclusione con la condizionale e al pagamento di una multa di 200.000 dollari per aver ferito al collo il vicepresidente del team Lotus-Renault, Eric Lux.
Sutil, a sinistra, e Hamilton, a destra
Il fatto era avvenuto nella notte fra il 17 e il 18 aprile scorsi, in una discoteca di Shangai, nei giorni precedenti al Gran Premio di Cina. Durante un litigio, Sutil avrebbe -inavvertitamente, secondo la sua versione dei fatti accettata anche dal giudice- colpito Lux con un calice di vetro, ferendolo al collo e causandogli ben 24 punti di sutura.
Al processo avrebbe dovuto testimoniare anche Lewis Hamilton, pilota McLaren, amico di Sutil dagli inizi delle loro carriere, in Formula 3. Ma Lewis non si è presentato e Sutil ha sbottato, al termine del processo: "sono molto deluso, Lewis è un codardo. Anche suo padre si è ricordato di farmi gli auguri per l'udienza, ma lui niente. La nostra amicizia è chiusa."
Non è un buon momento per il tedesco, che ora si ritrova a dover scontare un anno e mezzo di galera, a dover pagare 200.000 dollari, a essere senza un volante per il 2012 e, anche, con un amico in meno.



lunedì 7 novembre 2011

IL MOTOMONDIALE RICORDA SIMONCELLI


L'ultimo Gran Premio della stagione del motomondiale si è corso a Valencia, in Spagna, nel ricordo di Marco Simoncelli. Sono passate due settimane dal suo incidente mortale a Sepang, e ancora il suo volto e la sua voce tagliano come un coltello l'emozione dei ricordi.
Era stato pensato un minuto di silenzio in ricordo del campione, ma il padre Paolo si era quasi risentito, chiedendo invece per suo figlio un minuto di casino. Il minuto c'è stato, e anzi è durato anche di più: sono scesi in pista insieme, prima delle gare, tutti i piloti di tutte le categorie, capitanati dall'ex campione del mondo Kevin Schwantz alla guida della Honda del Sic. Nel giro che è stato percorso con tutte le moto in pista, tutti avevano la maglia numero 58, Valentino Rossi portava una bandiera con il suo numero su sfondo nero. Tutti hanno poi corso con il 58 stampato sulla tuta.
E' comparsa poi una gigantografia di un'immagine di SuperSic srotolata sulla torre accanto al circuito.
A queste commemorazioni si erano aggiunte, nei giorni scorsi, quelle della Formula 1, dove ad esempio Fernando Alonso ha corso con i numeri di Simoncelli e di Dan Wheldon sulla maglia e Jarno Trulli ha corso le prove libere col casco del Sic. Da non dimenticare il gesto di Mattia Pasini, amico di una vita di Simoncelli, che si è fatto tatuare il 58 sul polso. Il ciruito di Misano è stato intitolato a Marco.

Caso curioso, nella gara della Moto2 a vincere è stato un pilota del Team Gresini, lo stesso di Simoncelli, Michele Pirro. Per lui era la prima vittoria, e Fausto Gresini al traguardo non ha trattenuto le lacrime. Papà Paolo si è detto contento è commosso per il ricordo tributato al figlio.
Insomma, Simoncelli è ancora con tutti noi.

giovedì 3 novembre 2011

CASSANO SARA' OPERATO DOMATTINA

Antonio Cassano, fantasista del Milan e della nazionale, colto da un malore all'atterraggio all'aereoporto di Malpensa il 29 ottobre, sarà operato al cuore domani mattina.
Al fuoriclasse è stata diagnosticata una sofferenza celebrale di base ischemica: questa è stata causata da un forame ovale pervio, ovvero da un canale di comunicazione che, secondo le statistiche, rimane aperto nel 25% dei casi, sta fra atrio sinistro e destro del cuore.

Questo forame, che dovrebbe chiudersi naturalmente alla nascita ma non lo fa, appunto, in alcuni casi, ha permesso il passaggio dall'atrio sinistro al destro di un coagulo che è stato pompato nel cervello. Da qui il malore.
Antonio sarà operato domani mattina dal Professor Mario Carminati, primario di cardiologia dei difetti congeniti al Policlinico San Donato di Milano. Di seguito il comunicato ufficiale con cui il Milan ha annunciato l'operazione: "AC Milan, in base ai rapporti medici del Policlinico di Milano, comunica che Antonio Cassano ha manifestato una sofferenza cerebrale su base ischemica. Gli esami strumentali e neuroradiologici hanno richiesto 72 ore per il loro svolgimento ed hanno evidenziato la sofferenza di un'area cerebrale circoscritta che non ha determinato deficit neurologici persistenti. La causa è stata identificata nella presenza di un forame ovale pervio cardiaco interatriale, evidenziabile solo con sofisticati esami specialistici. La tempestività della terapia instaurata ha permesso un rapido recupero e miglioramento delle condizioni cliniche che sono buone. Il calciatore verrà sottoposto nei prossimi giorni a un piccolo intervento di cardiologia interventistica (chiusura del forame ovale), i tempi di recupero per il ritorno all'attività agonistica saranno meglio definiti dopo l'intervento, ma verosimilmente saranno di qualche mese''.

Insomma, l'operazione non sarà neanche così piccola e insignificante come è stato detto in tv: prima di tutto perchè, in ogni modo, si opererà al cuore, e in secondo luogo perchè c'è da chiudere un foro in una posizione delicatissima. Il ritorno all'attività agonistica dovrebbe avvenire in 5 o 6 mesi, anche se, come sempre, c'è qualcuno che profetizza già il termine della carriera per Cassano. Sicuramente, il barese si trova di fronte ad un nuovo ostacolo non facile da superare nella sua già travagliata vita.
Tra tutti gli auguri che sono arrivati al giocatore, anche quello del Pibe de Oro Diego Armando Maradona, che ha detto: " In attesa di saperti presto di nuovo in bella forma e sereno in famiglia, mi auguro di rivederti in tempi brevi ancora felice a rincorrere un pallone. E lo auguro anche al calcio, perché la fantasia che sanno offrire talenti come te non basta mai. In bocca al lupo, amico mio.“
Ci aggiungiamo, ovviamente, anche noi agli auguri di pronta guarigione ad uno dei migliori calciatori italiani.

venerdì 28 ottobre 2011

CHICO LORENZO ATTACCA SIMONCELLI NEL GIORNO DEI SUOI FUNERALI




Doveva essere un giorno di dolore, di ricordo, volendo anche di sorriso pensando alla bella faccia di Marco Simoncelli. E' stato il giorno dei funerali di Marco Simoncelli, tenuti a Coriano, casa del pilota. Migliaia e migliaia di fans hanno passato la giornata nella cittadina in provincia di Rimini, chi per portare un saluto, chi un fiore, chi una lettera; probabilmente c'è stato anche chi è andato lì giusto per poter dire "sono andato al funerale di Simoncelli". Ma, ne sono sicuro, era la netta minoranza. E' stato il giorno delle parole del vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi, che durante l'omelia si è pentio -e pareva un discorso sincero, trasmesso in diretta da Rai2 e dal sito della Gazzetta dello Sport- di non essere diventato amico di Marco e di non averci potuto, magari, litigare. E' stato il giorno in cui Valentino Rossi ha abbandonato il funerale in lacrime appena uscito dalla chiesa con la moto del Sic sottomano: poco prima avevamo visto in lacrime anche Loris Capirossi, all'interno della chiesa. Insomma, è stato il giorno di Simoncelli, per Simoncelli.
Jorge Lorenzo col padre

E invece no: su twitter, Chico Lorenzo, padre del campione del mondo MotoGP 2010, ha scritto:
"Simoncelli non era preparato da un punto di vista mentale per il mondo delle corse. Per correre a quei livelli devi allenare anche la mente. Inoltre era caduto in un modo simile già in diverse occasioni in passato [..] Simoncelli era un pilota pericoloso. Ha fatto cadere a terra molti colleghi e ha causato diversi incidenti. La commissione sportiva doveva porre fine a questo modo di guidare molto prima".
Ora: premetto che ero un grande ammiratore di Simoncelli e del suo stile di guida al limite. Premetto anche che in qualsiasi altro momento una dichiarazione come questa sarebbe stata accettabile, anche se contestabile. Ma non accetto che questa affermazione venga pronunciata proprio nel giorno del funerale di un ragazzo (un ragazzo!) che è morto in corsa, anche mentre metteva in pratica quel suo stile di guida al limite. Perchè voler intendere che se l'era cercata in uno dei giorni peggiori della vita della sua famiglia? E' fuori dal buon senso comune. Le dichiarazioni sono state talmente impopolari da far arrabbiare il figlio Jorge, che ha ribattutto, sempre su Twitter: "Mi vergogno quando leggo i commenti che sta facendo mio padre. Spero che nessuno pensi che sono d'accordo con quello che dice, perché questa disgrazia sarebbe potuta capitare a ognuno di noi".
Jorge Lorenzo è stato presente hai funerali di Simoncelli, ha abbracciato il padre Paolo e lasciato un messaggio vicino a quelli dei fans. Spero che il padre di Jorge abbia commesso, per così dire, una sbandata e possa ritrattare...

lunedì 24 ottobre 2011

GIRO D’ITALIA 2012


Con questo articolo apre la nuova rubrica dello sport, su "Scommetto tutto che" non ci facciamo mancare niente.

Per tutti gli appassionati di ciclismo pubblichiamo, con qualche giorno di ritardo rispetto alla presentazione ufficiale, avvenuta il 16 ottobre, il percorso del 95° Giro d’Italia, quello del 2012. Questo partirà il prossimo 5 maggio dalla Danimarca, precisamente da Herning, e si concluderà il 27 maggio a Milano, come tipicamente succede.
Le prime tre tappe saranno in territorio danese, nella seconda si toccherà il punto più a nord mai raggiunto dalla corsa rosa. Le tappe a cronometro saranno tre: oltre alla crono di apertura a Herning, la cronosquadre di Verona nella quarta tappa e la chiusura a Milano. 3476,4 i chilometri totali. Andando ad analizzare la corsa tappa per tappa, si nota subito che il Giro è meno duro di quelli degli ultimi due anni: gli arrivi in salita sono sei, ma i primi due (Rocca di Cambio e Assisi) sono su salite decisamente semplici; più impegnativi saranno gli arrivi del Cervinia, di Pian dei Resinelli, dell’Alpe di Pampeago, di Cortina d’Ampezzo e, soprattutto, dello Stelvio. Sui 2757 metri del Passo dello Stelvio, in particolare, sarà posto l’arrivo più alto della storia del Giro, come fu nel 1975.
Il percorso
Le tappe più interessanti sono dunque, sulla carta: la Cherasco - Cervinia, di 205 chilometri, con la scalata fino a 2001 metri sul livello del mare, ai piedi del ghiacciaio del Cervinia; la Falzes - Cortina d’Ampezzo, tipica tappa dolomitica con il Valparola, il Duran, la Staulanza, il Giau e l’arrivo in discesa a Cortina; la Treviso – Alpe di Pampeago, 197 chilometri, con il Manghen, la doppia scalata all’Alpe di Pampeago e il Lavazè; la Caldes – Passo dello Stelvio, con Tonale, Aprica, Teglio, un versante inedito del Mortirolo e arrivo allo Stelvio, di gran lunga la tappa più dura. Alcune trappole sono sparse qua e là, come nella tappa del Lago Laceno, con una salita che finisce a pochi chilometri dal traguardo, o di Porto Sant’Elpidio, dove ci saranno anche due tratti di sterrato molto duri. Interessante è anche la tappa di Sestri Levante, con tanti saliscendi.
Come detto, il Giro del 2012 sarà meno duro dei due precedenti, come sarà meno duro del solito anche il Tour de France, ma sicuramente sarà spettacolare. Ancora non è certa la presenza dei vincitori di Giro e Tour dell’anno scorso, Contador e Evans. Brutto è che ancora una volta rimanga fuori dal Giro il sud, in particolare la Puglia. Positivo invece il ritorno in Val d’Aosta, dove non si passava dal 2006. Per altri approfondimenti vi invito a visitare il sito della Gazzetta dello Sport; di seguito l’elenco delle tappe.

1° Herning – Herning (DAN) 8,7 km – cronometro individuale
2° Herning – Herning (DAN) 206 km
Le altimetrie
3° Horsens – Horsens (DAN) 190 km
Riposo
4° Verona – Verona 32.2 km – cronosquadre
5° Modena – Fano 199 km
6° Urbino – Porto Sant’ Elpidio 207 km
7° Recanati – Rocca di Cambio 202 km
8° Sulmona – Lago Laceno 229 km
9° San Giorgio del Sannio – Frosinone 171 km
10° Civitavecchia – Assisi 187 km
11° Assisi – Montecatini Terme 243 km
12° Serravezza – Sestri Levante 157 km
13° Savona – Cervere 121 km
14° Cherasco – Cervinia 205 km
15° Busto Arsizio – Lecco/Pian dei Resinelli 172 km
Riposo
16° Limone sul Garda – Falzes 174 km
17° Falzes – Cortina d’Ampezzo 187 km
18° San Vito di Cadore – Vedelago 139 km
19° Treviso – Alpe di Pampeago 197 km
20° Caldes – Passo dello Stelvio 218 km
21° Milano – Milano 31,5 – cronometro individuale

Marco

Apre la rubrica sport


La rubrica sport è dedicata a Simoncelli
Tutti siamo rimasti sconvolti dalla morte del mitico Simoncelli, come già detto da Marco, sono vane tutte le parole, tuttavia abbiamo trovato la maniera migliore per ricordarlo. Certamente saprete che qua su Scommetto tutto che, non abbiamo mai parlato di sport, almeno che, purtroppo, non ci fossero tragiche notizie, ma ora abbiamo deciso di creare una rubrica sportiva curata da Marco in onore del grande pilota. Il primo articolo l’abbiamo già pronto e verrà pubblicato subito dopo quest’articolo. Speriamo che anche noi nel nostro piccolo riusciremo a tener viva la memoria di Simoncelli con questa rubrica.



State connessi!!!

domenica 23 ottobre 2011

MARCO SIMONCELLI E' MORTO



Non esistono le parole adatte: tutte perdono inevitabilmente di valore e di significato appena vengono pronunciate. Il motociclismo ha fatto un'altra vittima, e stavolta è italiana: è Marco Simoncelli, ventiquattrenne, uno dei piloti del circus più amati. L'Italia intera si è ritrovata sgomenta di fronte alla notizia giunta questa mattina dal circuito di Sepang, in Malesia. Sic è scivolato, perdendo il controllo della moto, ed è stato investito da Colin Edwars e Valentino Rossi. Non è morto sul colpo, ma la ruota di Edwars che gli ha centrato il collo gli ha staccato il casco e provocato un arresto cardiocircolatorio. Simoncelli è rimasto a terra, inerte, senza casco, e si è capito subito quello che sarebbe successo da lì a poco.
La dinamica, praticamente identica a quella che l'anno scorso aveva ucciso a Misano Adriatico Shoya Tomizawa, è agghiacciante, come le immagini dell'incidente.
Si potrebbe dire "una morte ingiusta", o "era troppo giovane", o "non se lo meritava", ma anche questi sono tutti luoghi inevitabilmente comuni. La morte colpisce e falcia quando decide. E' morto, e non ha avuto neanche la possibilità di donare i suoi organi come voleva suo padre, perchè è arrivato in ospedale già in arresto cardiocircolatorio.
Supersic rimarrà nella memoria di tutti, anche dei non appassionati, soltanto per la sua faccia e per il suo modo di parlare, incredibilmente genuini e diretti. Il silenzio prenda la sua posizione e ognuno viva il suo dolore, le parole possono bastare.

Marco

mercoledì 19 ottobre 2011

IN INDYCAR PERDE LA VITA DAN WHELDON




Questo non è un blog che di solito si occupa di sport. Ma vale la pena di ricordare un pilota, Dan Wheldon, nato in Inghilterra 33 anni fa, che ha perso la vita facendo quello che amava, correre. Se non altro, lo potremmo ricordare per il modo assurdo con cui è morto: Wheldon ha partecipato alla gara sull'ovale di Las Vegas, conclusiva della stagione, solo per una scommessa: Randy Bernard, patron della categoria Indycar, gli ha offerto sul piatto un assegno di cinque milioni se avesse vinto la gara da pilota non regolare, partendo dall'ultima posizione. I cinque milioni sarebbero stati spartiti con uno spettatore estratto a sorte e una raccolta fondi per la ricerca sull'Alzheimer, da cui è affetta la madre di Wheldon. Dan ha scommesso tutto, arrivando a Las Vegas come per gioco, da pilota plurititolato e riconosciuto fra i più validi al mondo, due volte vincitore della 500 miglia di Indianapolis (2005 e 2011) e campione del mondo IRL nel 2005. Ha scommesso tutto, e ha perso tutto.
L'incidente in cui ha perso la vita l'inglese è stato il più terribile che si ricordi almeno nell'ultimo decennio in gare automobilistiche: quindici vetture coinvolte, le conseguenze potevano essere peggiori vista la dinamica. Le 34 vetture partecipanti -troppe, per un ovale molto più piccolo di altri- erano tutte vicine, e al dodicesimo giro si è scatenato il disastro: tre i piloti che sono finiti all'ospedale oltre a Wheldon. La gara è stata subito interrotta fra le lacrime degli altri partecipanti. Come nel 1999 a Fontana, quando la lotta per il titolo mondiale si doveva decidere all'ultima gara, come domenica a Las Vegas, e Greg Moore uscì di pista a 320 orari morendo sul colpo, la chiusura del campionato è stata segnata da un dramma. Wheldon è volato in aria andando a sbattere contro le barriere col casco.
Dan Wheldon lascia la moglie e due figli piccoli, uno di due anni e uno di sette mesi. Onore a un grande pilota, a un normale pazzo.



Marco
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